Vino Toscana IGT: manca solo il via libera Ue al nuovo disciplinare
Dopo il riconoscimento del Masaf a giugno, il Consorzio Vino Toscana attende l'ok della Commissione Europea al nuovo disciplinare, in vigore dalla vendemmia 2027.

- Il Masaf ha riconosciuto il Consorzio Vino Toscana come unico organismo di tutela per l'IGT Toscana
- Manca il via libera della Commissione Ue, atteso entro il 2026 o inizio 2027
- Produzione media di 91 milioni di bottiglie l'anno per oltre 458 milioni di euro, 69% export
- Dalla vendemmia 2027 arriva la nuova categoria Spumante e il rafforzamento del nome Toscana
Il Consorzio Vino Toscana aspetta ora solo il sì della Commissione Europea per completare un percorso di riconoscimento partito anni fa. Dopo l'ok del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste arrivato lo scorso giugno, l'approvazione definitiva da Bruxelles è attesa entro la fine del 2026 o, al più tardi, nei primi mesi del 2027.
Il traguardo chiude un progetto di rilancio avviato nel 2019, quando Cesare Cecchi ha assunto la presidenza dell'ente. Per ottenere il riconoscimento del Masaf, il Consorzio ha dovuto dimostrare di rappresentare almeno il 40% dei produttori e il 66% della produzione dell'Indicazione Geografica che tutela, requisiti che lo rendono organismo rappresentativo della IGT Toscana e referente di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana IGT. Una posizione che rafforza il ruolo del Consorzio nella lotta a imitazioni e contraffazioni: il marchio "Toscana" è stato registrato anche negli Stati Uniti per tutelarlo dagli usi impropri.
I numeri del comparto raccontano una crescita consistente dal 2019 a oggi: da 70 soci iniziali il Consorzio ne conta oggi 503, che diventano oltre 1.750 contando anche i viticoltori delle cooperative associate. Tra le aziende rappresentate figurano realtà note come Frescobaldi, Corsini, Antinori, Folonari, Banfi e Ruffino. La produzione media degli ultimi cinque anni si attesta sui 91 milioni di bottiglie, per un valore di oltre 458 milioni di euro: il 31% resta sul mercato italiano, mentre il 69% è destinato all'export, con l'Europa primo mercato di sbocco (46%), seguita da Stati Uniti (33%) e Asia (6%).
Il percorso di rinnovamento ha già portato, nei mesi scorsi, modifiche al disciplinare di produzione che entreranno in vigore con la vendemmia 2027. Tra le novità, un maggiore peso dato al termine "Toscana" per rafforzare l'identità territoriale e l'introduzione della categoria "Spumante", sia con il Metodo Classico a rifermentazione in bottiglia sia con il Metodo Martinotti o Charmat a rifermentazione in autoclave. L'area di produzione dell'IGT Toscana copre tutte le province della regione e comprende diverse tipologie: bianco e bianco abboccato, rosso, rosso novello, rosso abboccato, rosato e rosato abboccato, vino frizzante nelle varianti bianco, rosato e rosso, oltre a passito e vendemmia tardiva.





