Vendemmia 2026 del Chianti: Sangiovese di qualità, ma rese tagliate del 20%
Il Consorzio Vino Chianti promuove l'annata grazie alle piogge di settembre, ma conferma il taglio delle rese deciso dalla Regione Toscana.

- A giugno 2026 il disciplinare ha introdotto la nuova tipologia Chianti Rosé DOCG
Chi sceglie un Chianti al ristorante nei prossimi mesi troverà in bottiglia un'annata che il Consorzio di tutela definisce tra le più equilibrate degli ultimi anni, grazie alle piogge arrivate proprio quando le uve ne avevano più bisogno. Il bilancio arriva da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, al termine della raccolta 2026.
Un'annata salvata dalle piogge di settembre
Dopo un'estate molto calda, le precipitazioni di metà settembre hanno fatto la differenza. "Le piogge arrivate a metà settembre sono state provvidenziali, perché hanno restituito equilibrio alle uve e ci hanno consentito di raccogliere grappoli in condizioni ottimali, senza particolari sofferenze legate al caldo", ha spiegato Busi, sottolineando come il Sangiovese sia arrivato in cantina in condizioni particolarmente buone.
Rese tagliate del 20%, non è una novità
Sul fronte quantitativo, i volumi rispecchiano le attese dopo la decisione del consiglio del Consorzio di ridurre le rese. La misura non nasce da un'emergenza improvvisa: il Chianti ha confermato, come nel 2025, la richiesta del taglio del 20% delle rese, per tutte le tipologie, richiesta che la Giunta regionale toscana ha formalizzato con la delibera n. 990 del 3 agosto 2026, accogliendo le istanze del Consorzio insieme a quelle di Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Toscana IGT. L'obiettivo, come ribadito più volte dalla Regione, è evitare che l'eccesso di prodotto pesi sui prezzi in un momento in cui le cantine italiane hanno ancora molte scorte in giacenza.
Il nodo resta il mercato
Se la vigna ha dato soddisfazioni, non altrettanto si può dire della vendita. "Il problema di fondo è l'incertezza con cui ci troviamo a lavorare: ci sono periodi in cui gli ordini si fermano e altri in cui arrivano richieste anche importanti", ha detto Busi, indicando nelle tensioni geopolitiche e nello stato dell'economia le cause della prudenza di imprese e consumatori. Per il presidente del Consorzio "il Chianti ha fiducia, non ha paura", pur restando necessario un contesto più stabile per programmare il lavoro delle cantine.
A completare il quadro dell'annata c'è anche una novità normativa che riguarderà le prossime bottiglie in commercio: a giugno 2026 il disciplinare della DOCG Chianti è stato aggiornato con l'introduzione ufficiale della tipologia Chianti Rosé, pensata per intercettare nuovi consumatori anche fuori dai confini tradizionali del vino rosso toscano.





