Vino e prodotti

Vino novello 2026: cos'è, quando si beve e come riconoscerlo in etichetta

Dal 30 ottobre 2026 è in vendita il vino novello: le regole di legge, la differenza col vino nuovo e il legame con San Martino, l'11 novembre.

Veduta del borgo storico di Camigliano, nel comune di Montalcino, Siena. Panorama dei vigneti e della campagna toscana
Foto Tommaso laviano / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il vino novello può essere venduto dalle 00:01 del 30 ottobre, data fissata dal decreto ministeriale del 13 agosto 2012
  • Fino al 2012 la data di uscita era il 6 novembre
  • Deve derivare per almeno il 40% da uve fermentate con macerazione carbonica, avere minimo 11 gradi ed essere imbottigliato entro il 31 dicembre
  • Dall'1 al 15 novembre 2026 torna Cantine Aperte a San Martino del Movimento Turismo del Vino, su prenotazione nelle singole cantine

Da oggi, sabato 31 ottobre 2026, il vino novello è ufficialmente in vendita: la legge ne permette l'immissione in commercio dalle 00:01 del 30 ottobre, quindi da ieri enoteche, cantine e supermercati possono metterlo sugli scaffali. È il primo vino della vendemmia 2026 pronto da bere, e nelle prossime due settimane accompagnerà la tradizione di San Martino, l'11 novembre.

Cos'è davvero il vino novello

Non va confuso con il "vino nuovo", che è semplicemente l'ultima annata vinificata con i metodi tradizionali. Fino al 2012 il novello debuttava il 6 novembre. Un decreto di quell'anno ha anticipato l'uscita al 30 ottobre, data che da allora vale ogni anno.

Il tratto distintivo del novello è il metodo di produzione: deve essere ottenuto per almeno il 40% mediante il processo di fermentazione con macerazione carbonica dell'uva intera, il periodo di vinificazione non può essere inferiore a 10 giorni dall'inizio della vinificazione, e il titolo alcolometrico totale è di almeno 11°, con residuo zuccherino non superiore a 10 gr/l. Prima del decreto del 2012 la soglia minima di macerazione carbonica era più bassa: il testo ministeriale ha portato la quota al 40%, in precedenza era il 30%.

La macerazione carbonica consiste nel far fermentare i grappoli interi in vasche sature di anidride carbonica: il risultato è un rosso giovane, dai profumi di frutti rossi, da bere fresco e in tempi brevi, senza alcuna vocazione all'invecchiamento.

Le regole in breve

La data di immissione al consumo è fissata a partire dal 30 ottobre dell'annata di produzione delle uve, il confezionamento deve avvenire entro il 31 dicembre dell'annata relativa alla vendemmia da cui derivano le uve utilizzate. Può fregiarsi della menzione "novello" solo il vino a denominazione di origine o indicazione geografica tipica il cui disciplinare preveda espressamente questa tipologia: non è quindi una categoria aperta a qualsiasi vino da tavola.

Il legame con San Martino

L'11 novembre, che nel 2026 cade di mercoledì, è la data simbolo legata al vino nuovo: il proverbio racconta che proprio in questi giorni il mosto si trasforma in vino, da qui l'abbinamento tradizionale con le caldarroste nelle piazze e nelle sagre di paese.

Cantine aperte, dall'1 al 15 novembre

Per chi vuole assaggiare il novello direttamente in cantina, torna l'iniziativa nazionale del Movimento Turismo del Vino: Cantine Aperte a San Martino, edizione 2026, dal 1 al 15 novembre. Le cantine aderenti offriranno a tutti gli enoturisti moltissime esperienze che permetteranno di immergersi nelle tradizioni, i profumi e i sapori tipici del periodo di fine vendemmia. Il programma prevede degustazioni guidate dal tino alla botte, percorsi esperienziali, sapori autunnali, visite, incontri con i produttori.

Le modalità pratiche sono le stesse in tutta Italia, Toscana compresa: luogo nelle singole cantine del Movimento Turismo del Vino, orario e prezzo a discrezione di ogni cantina, prenotazione obbligatoria. Per sapere quali aziende aderiscono tra Firenze e la Maremma e prenotare la visita, il riferimento è il sito del Movimento Turismo del Vino Toscana, dove l'elenco delle cantine partecipanti viene aggiornato nelle settimane che precedono l'evento.

Chi preferisce restare in città può comunque trovare il novello sugli scaffali delle enoteche fino a esaurimento scorte, generalmente nei mesi di gennaio e febbraio: è un vino pensato per essere bevuto giovane, nel giro di poche settimane dall'apertura della bottiglia.

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