Vino e prodotti · Grosseto

Vendemmia 2026, la Cooperativa Vini di Maremma: meno uva ma qualità alta

La cooperativa grossetana chiude la raccolta con rese in calo per il caldo ma uve sane. La vera sfida resta il mercato, soprattutto per i vini rossi.

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Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Preoccupa il calo dei consumi globali, soprattutto per i vini rossi

La vendemmia 2026 si avvia alla conclusione in Maremma con un bilancio agricolo positivo, anche se la produzione resta sotto la media. A tracciarlo è la Cooperativa Vini di Maremma, una delle realtà più strutturate del territorio grossetano, che ha dovuto fare i conti con un'estate molto calda.

Raccolta anticipata, uve sane

La cantina, con sede in località Il Cristo, ha iniziato la raccolta con quasi due settimane di anticipo rispetto al calendario tradizionale, spinta dalle temperature elevate. “Il caldo – spiega la direttrice Donata Vieri – accompagnato dall’umidità ha permesso di evitare stress alle piante e problemi come la peronospora”. Le prime indicazioni parlano di bianchi freschi e persistenti e di rossi con corpo e colore.

Il caldo ha però inciso sulle quantità raccolte. “Le uve sono sanissime e non ci sono stati problemi di malattie crittogamiche – sottolinea il presidente della Cooperativa, Massimo Tuccio – mentre le rese sono leggermente inferiori alla media a causa del caldo”.

Una cooperativa radicata nel territorio

La Cooperativa Vini di Maremma conta 204 soci, 21 collaboratori e nove componenti del consiglio di amministrazione, per un totale di 468 ettari di vigneti conferiti. Nell'ultimo bilancio di sostenibilità risultano prodotte oltre 200mila bottiglie, oltre al vino confezionato in bag in box, a conferma delle dimensioni significative raggiunte dalla struttura nata nel 1954.

Il nodo resta il mercato

Se in vigna la stagione ha dato risposte incoraggianti, è sul fronte commerciale che si concentrano le preoccupazioni del settore. "C'è una crisi del vino a livello globale", osserva Tuccio, con un eccesso di produzione e un calo dei consumi che penalizza in particolare i vini rossi. Anche gli Stati Uniti, mercato chiave per l'export, mostrano segnali di rallentamento legati non solo ai dazi ma anche al cambiamento dei gusti dei consumatori.

In questo scenario la cooperativa punta sulla valorizzazione del prodotto imbottigliato e sul rafforzamento della propria identità commerciale, mentre Confcooperative Toscana Sud e Confcooperative Grosseto chiedono un maggiore sostegno delle istituzioni per accompagnare le imprese del comparto in questa fase delicata.

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