Sagre ed eventi · Santa Fiora

Niente funghi, niente sagra: salta la 50esima Sagra del Fungo Amiatino a Bagnolo

Il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi rinvia al 2027 il mezzo secolo della storica sagra amiatina: il meteo ha bloccato la crescita dei porcini.

Niente funghi, niente sagra: salta la 50esima Sagra del Fungo Amiatino a Bagnolo
Immagine generata con IA
In breve
  • La 50ª edizione della Sagra del Fungo Amiatino di Bagnolo (Santa Fiora) non si terrà nel 2026
  • Causa: siccità prolungata e venti sfavorevoli hanno impedito la crescita dei porcini
  • Il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi Aps rimanda l'appuntamento al 2027
  • La sagra, nata nel 1959, è la più antica dedicata al fungo sul Monte Amiata

BAGNOLO (Santa Fiora) – Doveva essere l'anno del mezzo secolo, e invece la Sagra del Fungo Amiatino di Bagnolo, nel comune di Santa Fiora, salta del tutto nel 2026. A deciderlo è stato il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi Aps, che organizza ogni autunno l'evento, costretto a fare i conti con un bosco che quest'anno non ha dato il suo protagonista principale: il fungo porcino dell'Amiata.

A spiegare la scelta è lo stesso Comitato in una nota: «Le negative condizioni climatiche dell'ultimo periodo hanno purtroppo compromesso la crescita del vero, indiscusso protagonista della nostra Sagra, il fungo porcino del Monte Amiata». Una decisione che gli organizzatori definiscono obbligata, perché «celebrare l'ambizioso e attesissimo traguardo di mezzo secolo di storia è diventato impossibile» senza la materia prima che dà senso alla festa.

Dietro il rinvio ci sono valutazioni tecniche condivise con chi il bosco lo conosce da vicino. Il Comitato riferisce infatti che «il quadro meteorologico attuale, segnato da una prolungata assenza di piogge e da venti fortemente sfavorevoli, sta di fatto azzerando la nascita spontanea del prodotto», come confermato dagli esperti dell'Associazione Micologica del Monte Amiata e dagli anziani raccoglitori del posto. Senza porcini a sufficienza, sarebbe impossibile garantire non solo i piatti del ristorante della sagra, ma anche la varietà di specie necessaria alla Mostra Micologica, la prima nata in Toscana e da sempre punto di riferimento per appassionati e studiosi.

Per gli organizzatori la scelta risponde a un principio non negoziabile: «Qualità, onestà verso i visitatori e rispetto delle nostre radici non possono scendere a compromessi».

La sagra, che affonda le radici nel 1959 come prima manifestazione del Monte Amiata dedicata ai prodotti del sottobosco, tornerà dunque a festeggiare il traguardo delle cinquanta edizioni il prossimo anno. Il Comitato ha voluto ringraziare pubblicamente «i volontari e tutti gli straordinari appassionati che da anni sostengono, animano e amano questo evento», rimandando l'appuntamento al 2027 «con l'auspicio che la natura torni finalmente ad essere generosa con la nostra montagna».

Chi segue la manifestazione può restare aggiornato tramite i canali social del Comitato Festeggiamenti Bagnolesi.

Leggi anche