Re Carlo III ricorda la cena al Cibreo di Firenze con Picchi e Petrini
Nella lettera per l'apertura di Terra Madre, il sovrano britannico racconta la serata fiorentina con Fabio Picchi e Carlo Petrini: "Non ho mai riso così tanto".

- Re Carlo III ha scritto una lettera in occasione dell'apertura di Terra Madre - Salone del Gusto 2026
- Il sovrano ricorda una cena al Cibreo di Firenze organizzata da Fabio Picchi e Carlo Petrini
- L'incontro nacque da un tour al mercato di Sant'Ambrogio nell'aprile 2017
- La lettera è stata letta dall'ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey
Una cena al Cibreo di Firenze, tra i tavoli del ristorante aperto da Fabio Picchi nel quartiere di Sant'Ambrogio, resta tra i ricordi più cari di re Carlo III. Lo racconta il sovrano britannico stesso in una lettera inviata per l'apertura di Terra Madre - Salone del Gusto 2026, letta dall'ambasciatore del Regno Unito in Italia Stephen Hickey.
Nel testo, re Carlo ripercorre l'incontro fiorentino organizzato per lui da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e da Fabio Picchi, lo chef che per decenni ha animato il Gruppo Cibrèo. Le parole del sovrano restituiscono il clima di quella serata: "Ho i ricordi più belli possibili di Carlo in tutti gli anni in cui ho avuto il privilegio di conoscerlo." Carlo III descrive il ristorante come un locale Slow Food gestito da un vecchio amico di Petrini, un personaggio capace di rappresentare da solo l'anima del movimento, al punto da scrivere di non aver "mai riso così tanto" in compagnia di due persone così memorabili.
Il tour al mercato di Sant'Ambrogio
La storia tra il sovrano e Firenze era iniziata ben prima di quella cena: tutto nacque da un tour al mercato di Sant'Ambrogio, tra banchi di salumi e verdure, nell'aprile 2017, durante la visita ufficiale in Italia dell'allora Principe Carlo. Da lì scaturì la serata al Cibreo, accompagnata dall'esposizione di alcuni produttori Slow Food e da uno spettacolo al Teatro del Sale, altro spazio storico legato a Fabio Picchi.
A raccogliere oggi quel ricordo è Giulio Picchi, che si è detto colpito nel sentir rievocare un episodio così lontano nel tempo da una figura come quella del re d'Inghilterra. Fabio Picchi, scomparso da alcuni mesi, resta una delle firme più riconoscibili della ristorazione fiorentina: dal 1979 aveva fatto del quartiere di Sant'Ambrogio il cuore della sua attività, aprendo nel tempo diversi locali legati al marchio Cibrèo.
La lettera di re Carlo, scritta in un momento di ricordo legato anche alla recente scomparsa di Carlo Petrini, diventa così un omaggio a due protagonisti che hanno legato il proprio nome alla sostenibilità alimentare e alla cultura gastronomica italiana, con Firenze come scenario di uno degli incontri più ricordati.



