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Morellino di Scansano DOCG: cos'è, come si riconosce e con cosa abbinarlo

Cos'è il Morellino di Scansano DOCG, la zona di produzione in Maremma, la differenza tra Annata e Riserva e come abbinarlo a tavola.

Morellino di Scansano DOCG: cos'è, come si riconosce e con cosa abbinarlo
Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Ideale con carni rosse
  • cinghiale
  • arrosti e formaggi stagionati

Chi va a cena in Maremma prima o poi trova in carta il Morellino di Scansano DOCG, il vino rosso più conosciuto del territorio grossetano. Ecco cosa sapere per riconoscerlo in etichetta e scegliere l'abbinamento giusto.

Cos'è il Morellino di Scansano

Il Morellino è il nome locale del vitigno Sangiovese. Come spiega Visit Tuscany, portale ufficiale della Regione Toscana, il vino viene prodotto nella fascia collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi Ombrone e Albegna, che include l'intero territorio comunale di Scansano e parte di quelli di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. La denominazione è stata riconosciuta come DOC nel 1978 ed è passata a DOCG a partire dalla vendemmia 2007.

Il disciplinare: le uve

Secondo il disciplinare di produzione, i vini devono essere ottenuti da vigneti composti da Sangiovese per un minimo dell'85%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione in Toscana, fino a un massimo del 15%. Una novità recente riguarda proprio questo aspetto: secondo quanto riportato a inizio 2025, il Consorzio di Tutela ha modificato la composizione ampelografica della tipologia Riserva, portando la percentuale di uve Sangiovese dall'85% al 90%. È una modifica da verificare sul testo ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima di darla per definitiva in etichetta.

Annata, Riserva e la nuova menzione Superiore

La versione base, detta "Annata", non prevede obbligo di affinamento in legno e può essere commercializzato già a partire dal marzo successivo alla vendemmia, risultando un rosso vivace e pronto da bere. La Riserva segue regole più severe: prevede un invecchiamento non inferiore ai due anni, di cui uno in botti di legno, con una gradazione alcolica minima superiore rispetto alla base.

Nel 2026 è arrivata una novità strutturale: come comunicato dal presidente del Consorzio Bernardo Guicciardini Calamai, è stata inserita nel disciplinare la menzione "Superiore", che prevede requisiti produttivi più stringenti rispetto alla versione Annata, pensata per i vini che alcuni produttori chiamavano già informalmente "intermedi" tra Annata e Riserva. Anche in questo caso, per i dettagli tecnici definitivi conviene consultare il sito del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Il Consorzio di Tutela

Il Consorzio di Tutela è nato nel 1992 per volontà di un piccolo gruppo di produttori, decisi a supportare e valorizzare il proprio prodotto a Denominazione di Origine Controllata, con compiti di promozione e controllo sulla filiera.

Con cosa abbinarlo

Le indicazioni classiche della zona restano un buon punto di partenza. Il Morellino giovane si sposa con i piatti della cucina maremmana come l'acquacotta, la scottiglia di cinghiale e il maiale ubriaco, mentre la versione più invecchiata è indicata per arrosti e cacciagione. In generale l'abbinamento più citato resta quello con le carni rosse in genere, il cinghiale, le grigliate di carne e i formaggi stagionati.

Per chi vuole approfondire disciplinare e novità, il riferimento resta il sito del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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