Lampredotto: cos'è, come si mangia e dove trovarlo a Firenze
Guida al lampredotto fiorentino: cos'è, differenza con la trippa alla fiorentina, come si mangia nel panino e i chioschi storici della città.

- A Firenze sopravvivono diversi chioschi storici di trippai e lampredottai
Se c'è un piatto che racconta Firenze meglio di tanti monumenti, è il panino al lampredotto. Lo si trova ancora oggi nei chioschi sparsi per la città, dal Mercato Centrale a Sant'Ambrogio, ed è diventato negli anni una tappa quasi obbligata per chi vuole capire cosa significhi davvero "mangiare fiorentino".
Cos'è il lampredotto
Il lampredotto è un taglio di carne ricavato dal quarto stomaco del vitello, cotto nel brodo e servito tipicamente come street food all'interno di un panino, condito con un po' di salsa verde, e un pizzico di sale e di pepe. In termini più tecnici, si tratta della trippa di vitello, ricavata esclusivamente dal quarto stomaco dell'animale: detto in gergo tecnico abomaso o stomaco ghiandolare.
Il nome ha un'origine curiosa: secondo diverse fonti di settore, deriva dalla lampreda, una specie di anguilla che popolava i fiumi italiani, incluso l'Arno, per la somiglianza di forma e colore. Le sue radici sono antiche: è un piatto di origine medievale, la cui diffusione ebbe inizio durante il Quattrocento, quando a Firenze e in tutta la Toscana nacquero le botteghe dei trippai o lampredottai, gli artigiani specializzati nel lavorare le interiora del bovino.
La differenza con la trippa alla fiorentina
Lampredotto e trippa alla fiorentina spesso si confondono, ma non sono la stessa cosa. Il bovino ha quattro stomaci, e mentre il lampredotto arriva dal quarto (l'abomaso), la trippa tradizionale proviene da rumine e reticolo. Cambia anche la preparazione: nel lampredotto il taglio è effettuato in maniera che si creino delle parti simili a cubetti, e una volta cotta la carne viene servita all'interno di un panino salato chiamato semelle, con la parte superiore imbevuta nel brodo e condita con salsa verde. La trippa alla fiorentina, invece, è un piatto diverso sia per la modalità di preparazione che per il consumo: viene cotta più a lungo in un sugo di pomodoro con soffritto e servita come secondo piatto, spesso con una spolverata di parmigiano.
Come si mangia tradizionalmente
Il modo classico resta il panino: cucinato in grossi pentoloni nei camioncini sparsi per le vie della città, viene servito tipicamente all'interno di un morbido panino chiamato semelle con qualche cucchiaiata di salsa verde e un filo di olio piccante. Non mancano le varianti: c'è chi lo preferisce servito al piatto, chi lo trova nei crostini, e c'è perfino chi lo propone fritto dentro un panzerotto.
I chioschi storici di Firenze
La tradizione dei lampredottai ambulanti è ancora viva. Tra gli indirizzi più citati dalle guide di settore e dalle recensioni:
- Nerbone, al Mercato Centrale di via dell'Ariento, uno dei chioschi più conosciuti della città;
- Il Cernacchio, sempre al piano terra del Mercato Centrale, con lampredotto e trippa tra i piatti forti;
- Lupen e Margo, banco 75 del Mercato Centrale;
- I' Trippaio di Firenze, in via Gioberti, oggi gestito da Marco Bolognesi e dal figlio Lapo dopo l'eredità dello storico Mario Albergucci ("Marione");
- Il chiosco di Nencioni, in piazza del Mercato Nuovo, vicino alla statua del Porcellino;
- Il Trippaio di Sant'Ambrogio, in piazza Lorenzo Ghiberti;
- Tripperia Pollini, in via dei Macci, che vende anche il prodotto crudo da cucinare a casa;
- Aurelio I' Re del lampredotto, in piazza Beccaria.
Prima di organizzare un giro tra i chioschi, conviene sempre controllare orari e giorni di chiusura sulle pagine social o sui siti ufficiali dei singoli locali, perché possono cambiare nel corso dell'anno.



