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Conti separati al ristorante: si possono chiedere? La guida pratica

Cosa dice davvero la legge sui conti divisi, quando il locale può rifiutarsi e come gestire gruppi numerosi senza litigare a fine cena.

Conti separati al ristorante: si possono chiedere? La guida pratica
In breve
  • Dal 2022 i locali devono accettare pagamenti elettronici per qualunque importo
  • anche per le singole quote

Capita quasi ogni weekend: si è a cena in compagnia, arriva il momento del conto e qualcuno chiede "possiamo fare alla romana?". A volte il cameriere acconsente senza battere ciglio, altre volte arriva il secco "qui non si fanno conti separati". Chi ha ragione? Ecco cosa dicono davvero le regole, utile da sapere prima di uscire a cena a Firenze, a Grosseto o in qualsiasi altro locale della Maremma.

Niente legge specifica, ma un contratto per ogni cliente

In Italia non esiste una norma che obblighi espressamente i ristoratori a dividere il conto. Tuttavia non c'è alcuna norma che stabilisca se il ristoratore sia tenuto a fare tanti conti per quanti sono i clienti o se possa battere un solo scontrino, e proprio da questo vuoto normativo nasce il principio applicato dagli esperti di diritto dei consumatori: se i contratti sono tanti per quanti sono i clienti, il ristorante è tenuto, in assenza di accordo contrario, a fare tanti conti per quanti sono i clienti stessi. In pratica, seduti allo stesso tavolo non si firma un contratto unico col locale, ma tanti contratti individuali quante sono le persone.

La conseguenza pratica è che non esiste una responsabilità solidale tra i commensali: se uno degli amici non dovesse avere i soldi per pagare, il ristoratore non potrebbe chiedere la somma anche agli altri, e ognuno resta obbligato al pagamento di ciò che ha consumato, anche se per comodità si usa dividere per il numero di teste.

Quando il locale può davvero rifiutarsi

Il diritto al conto separato non è assoluto. Ci sono due situazioni in cui il titolare può opporsi senza violare nulla:

  • Lo comunica prima dell'ordinazione. Se il locale avvisa in modo chiaro, al momento della prenotazione o al più tardi prima che si ordini, che non farà conti separati, questa diventa una condizione contrattuale valida. Un cartello esposto in sala letto solo a fine pasto, invece, arriva troppo tardi: i clienti non sono obbligati a leggerli, e in caso di disguido finale, senza un accordo verbale esplicito prima dell'ordine, a pagare resta chi offre il servizio.
  • A ordinare per tutti è stata una sola persona. Se un commensale prenota e ordina a nome del gruppo, il contratto si forma con lui soltanto: se a ordinare è una sola persona, il contratto tra le parti è garantito da chi ordina, che diventa anche responsabile legale del pagamento: se uno dei commensali non ha i soldi per pagare resta comunque l'ordinante quello tenuto al pagamento.

E se lo scontrino è già stato battuto?

È l'obiezione più comune al tavolo, ed è quasi sempre infondata. Anche una ricevuta fiscale già emessa può essere annullata, e la procedura non comporta costi per il locale. Chi gestisce la cassa può quindi stornare lo scontrino unico e ribatterne diversi, uno per commensale. Resta comunque buona educazione chiedere il conto diviso prima che venga emesso, per non complicare il lavoro in sala nei momenti di maggiore affluenza.

Pagamenti misti: carta, bancomat e contanti allo stesso tavolo

Un altro nodo frequente riguarda il metodo di pagamento quando il gruppo vuole saldare le proprie quote con strumenti diversi. Dal punto di vista legale il locale non può imporre un unico metodo: il ristoratore è tenuto ad accettare i pagamenti con carta di credito o di debito se richiesto dal cliente, senza potersi opporre, mentre dall'altro lato non può rifiutare nemmeno il pagamento in contanti. Vale anche per le cifre più basse: dal 30 giugno 2022 i clienti che si vedono rifiutare il pagamento elettronico possono segnalarlo, e la regola si applica pure ai micropagamenti inferiori a 10 o 5 euro, come confermano gli approfondimenti sul tema pubblicati dopo l'entrata in vigore dell'obbligo generalizzato del POS.

Consigli pratici per i gruppi numerosi

Per evitare attese e discussioni a fine serata, conviene avvisare il personale della richiesta di conti separati già al momento della prenotazione, soprattutto nei locali più affollati nei weekend a Firenze o nelle località balneari della Maremma in alta stagione. Se il ristorante ha una policy di conto unico, è bene saperlo prima di sedersi: molti locali oggi la indicano direttamente sul proprio sito o sui social insieme a informazioni su prenotazioni e menu, proprio per evitare equivoci al tavolo.

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