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Maremma Toscana DOC: cosa significa questa etichetta e quali vini comprende

Guida alla DOC Maremma Toscana, istituita nel 2011: territorio, tipologie di vino e differenze con Morellino di Scansano e Montecucco.

Maremma Toscana DOC: cosa significa questa etichetta e quali vini comprende
In breve
  • Morellino di Scansano e Montecucco sono DOCG più circoscritte
  • legate a zone specifiche della provincia

Chi scorre la carta dei vini di un ristorante in Maremma si imbatte spesso nella dicitura "Maremma Toscana DOC". Non è il nome di un singolo vino, ma quello di una denominazione ampia, che comprende diverse tipologie di rosso, bianco e vitigni specifici prodotti in gran parte della provincia di Grosseto.

Una DOC nata nel 2011

La Denominazione di Origine Controllata Maremma Toscana è stata riconosciuta nel 2011 e riguarda l'intero territorio della provincia di Grosseto. Tre anni dopo, nel 2014, è nato il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, con l'obiettivo di tutelare e promuovere la qualità dei vini della DOC Maremma Toscana, nel rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare. Il Consorzio ha sede a Grosseto, in via Giordania 227, secondo quanto indicato sul proprio sito ufficiale.

Le dimensioni della denominazione non sono piccole: il Consorzio conta 279 aziende associate, tra le quali 91 cosiddette "verticali" – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – con una produzione totale annua di quasi 6 milioni di bottiglie in un'area a sud della Toscana compresa tra le pendici del Monte Amiata sino alle coste della Maremma e l'Argentario per raggiungere l'isola del Giglio.

Le tipologie e le regole del disciplinare

Il disciplinare di produzione è stato aggiornato nel 2020, dopo un iter durato quattro anni, con nuovi uvaggi e l'introduzione della Riserva per le tipologie Rosso e Bianco. Per il Rosso, in particolare, sono ammesse le seguenti varietà: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah e Ciliegiolo (da sole o in blend per un minimo del 60%). Sul fronte dell'invecchiamento, il disciplinare prevede un affinamento non inferiore a 12 mesi per il Bianco Riserva, mentre il Rosso potrà fregiarsi della Riserva a seguito di un invecchiamento di minimo due anni, di cui almeno 6 mesi in legno. Tra le novità più curiose per chi legge le etichette, i produttori hanno la possibilità di utilizzare in etichetta l'indicazione di due varietà (tipologie "Bivarietali"), una scelta che era una prima assoluta in Toscana per i vini DOP.

La differenza con Morellino e Montecucco

Chi conosce già il Morellino di Scansano o il Montecucco potrebbe chiedersi che rapporto ci sia con la Maremma Toscana DOC. Sono denominazioni distinte e più circoscritte: il Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano nasce nel 1992 per volontà di un piccolo gruppo di produttori, decisi a supportare e valorizzare il proprio prodotto a Denominazione di Origine Controllata (oggi DOCG), legato all'area di Scansano. Il Montecucco è il Sangiovese dell'Amiata e nasce dalle uve coltivate nei 7 comuni della denominazione, la Docg in vigore da settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano.

In pratica, la Maremma Toscana DOC è l'ombrello più ampio che copre praticamente tutta la provincia di Grosseto e diverse tipologie di vino, mentre Morellino e Montecucco sono DOCG più specifiche, legate a zone e vitigni ben definiti. I tre Consorzi collaborano spesso in occasioni promozionali comuni, pur mantenendo identità distinte, come raccontano le rispettive realtà associative.

Per approfondire disciplinari, aziende associate e itinerari tra le cantine, il riferimento è il sito ufficiale del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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