Castagne, olivi e osterie di comunità: l'Amiata racconta se stessa a Terra Madre
A Terra Madre Salone del Gusto di Torino tre incontri di Slow Food Toscana su castanicoltura amiatina, olivi secolari di Semproniano e l'osteria Maccalè.

- <parameter name="item">Terra Madre Salone del Gusto si è svolto a Torino dal 24 al 27 settembre 2026
Tre storie della Maremma interna e dell'Amiata sono salite sul palco nazionale di Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione che dal 24 al 27 settembre ha portato a Torino comunità del cibo da tutto il mondo. Nello stand di Slow Food Toscana, allestito insieme a Vetrina Toscana, sono stati raccontati tre progetti che il territorio maremmano e amiatino porta avanti contro lo spopolamento: la castanicoltura del Monte Amiata, il recupero degli olivi secolari di Semproniano e l'esperienza dell'osteria di comunità Maccalè a San Giovanni delle Contee.
Castagne, olio e un'osteria che tiene vivo il paese
L'incontro "Il bello e il buono della montagna" ha acceso i riflettori sulla Castagna del Monte Amiata Igp, con l'esperienza della Castagna Leopoldina di Sorano presentata da Francesca Gioacchini, che punta su trasformazione (a partire dal marron glacé) e diversificazione per superare i limiti della stagionalità. Roberto Ulivieri, presidente dell'Associazione Castagna del Monte Amiata Igp, ha parlato anche del riuso dei ricci di castagna per bioplastiche e cosmetici, un modo per far entrare una coltura antica nell'economia circolare.
Sul fronte dell'olio, il progetto "Adotta un Olivone" promosso da Slow Food Grosseto lavora al recupero degli olivi secolari di Semproniano: non semplici elementi del paesaggio, ma testimonianze della cultura agricola maremmana da salvare insieme al lavoro degli agricoltori che li coltivano.
A raccontare il terzo tassello è stata Tiziana Peruzzi, presidente della cooperativa di comunità di San Giovanni delle Contee, che gestisce l'osteria Maccalè: un locale che ha creato nuovo indotto nel borgo e affianca alla ristorazione servizi come la spesa a domicilio e la consegna dei medicinali. Tra i piatti recuperati dalle ricette degli anziani del paese c'è una pasta fresca antica, i ceciarelli, servita tradizionalmente in zuppa di fagioli.
A chiudere il quadro è intervenuto anche Tommaso Ciuffoletti per la Cantina del Rospo. Per Massimo Rovai, presidente di Slow Food Toscana, il filo conduttore è chiaro: «L'Amiata ci mostra che il cibo può diventare uno strumento di politica territoriale [...] Ma servono persone capaci di restare, di assumere responsabilità e di coinvolgere gli altri».
Lo stand toscano a Terra Madre ha ospitato in tutto sedici appuntamenti, con la cucina curata dai Cuochi dell'Alleanza Slow Food.



