Vino e prodotti · Grosseto

Tortello Maremmano verso l'IGP: la Regione Toscana dà parere favorevole

La giunta regionale ha dato parere favorevole alla domanda di IGP per il Tortello Maremmano. Ora l'iter prosegue al Ministero e in Europa.

Piazza del Sale Grosseto lato nord
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Parere favorevole della giunta regionale toscana il 19 ottobre 2026
  • Area di produzione: intera provincia di Grosseto più otto comuni livornesi
  • Prossimi passaggi: istruttoria al Ministero, pubblico accertamento e opposizione nazionale prima dell'Europa
  • Percorso avviato nel 2024 da un comitato che riunisce circa quaranta imprese

Il Tortello Maremmano fa un altro passo verso il riconoscimento europeo. La giunta regionale toscana, nella seduta di lunedì 19 ottobre, ha espresso parere favorevole alla domanda di Indicazione Geografica Protetta per la denominazione "Tortello Maremmano" o "Tortelli Maremmani", presentata dall'Associazione per la tutela e la promozione del prodotto. Una notizia che interessa da vicino chi lavora nella ristorazione e nella produzione agroalimentare di tutta la provincia di Grosseto.

«Accogliamo con grande soddisfazione il parere favorevole della Regione Toscana – ha dichiarato Roberto Delli, presidente dell'associazione –. È un risultato che premia l'impegno dell'associazione, delle imprese e di tutti coloro che hanno creduto fin dall'inizio in questo progetto». Anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha commentato il passaggio: "Esprimere un parere favorevole significa accompagnare una richiesta costruita dai produttori e riconoscere il valore di una tradizione che, anche attraverso nuove modalità di produzione e commercializzazione, può raggiungere mercati più ampi".

Un'area che va oltre la provincia di Grosseto

L'istruttoria regionale ha permesso di ampliare l'area geografica di produzione riconosciuta, che comprende l'intera provincia di Grosseto e otto comuni della provincia di Livorno: Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, Castagneto Carducci, Bibbona e Cecina. Secondo Delli, l'estensione «consente di riconoscere una tradizione gastronomica e produttiva che supera i confini amministrativi della provincia di Grosseto e appartiene a un'area più ampia, storicamente e culturalmente legata alla Maremma».

Un percorso iniziato nel 2024

Il traguardo di oggi arriva al termine di un percorso avviato nel 2024, quando l'associazione depositò un marchio collettivo geografico con relativo disciplinare di produzione. Nella primavera del 2025 è partita la raccolta della documentazione tecnica, affidata ai consulenti Orazio Olivieri e Davide Mondin, fino all'invio della richiesta ufficiale al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Attualmente il comitato promotore riunisce circa quaranta imprese tra produttori, ristoratori e fornitori.

Il parere regionale, come precisa l'associazione, non equivale ancora al riconoscimento: la domanda dovrà proseguire il suo iter al Ministero, con le fasi di istruttoria, pubblico accertamento e opposizione nazionale, prima del passaggio decisivo a livello europeo. «Siamo consapevoli che ci attendono ancora passaggi impegnativi – ha concluso Delli – ma questo risultato ci dà ulteriore forza e determinazione».

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