Vino e prodotti · Firenze

Firenze, i cittadini raccolgono le olive dagli alberi pubblici e portano a casa l'olio

A Firenze un progetto nato da due architette paesaggiste permette di raccogliere le olive degli alberi comunali e portarsi a casa l'olio ricavato.

Porta san frediano
Foto d'archivio · Foto sailko / Wikimedia Commons, CC BY 2.5
In breve
  • L'olio non può avere fini commerciali, solo autoconsumo o autofinanziamento di attività sociali

A Firenze c'è un modo per portarsi a casa dell'olio extravergine senza possedere un oliveto: basta prendersi cura, insieme ad altri cittadini, degli ulivi che crescono nei giardini e nelle aree pubbliche della città. L'idea, diventata negli ultimi due anni un progetto strutturato, nasce dal lavoro di due architette paesaggiste del Collettivo AJO-OJO, che insieme a Legambiente Firenze hanno dato vita a O.L.I.O. (Organizzazione Locale per l'Innovazione delle Olivete), un percorso che unisce bike tour tra gli olivi cittadini, raccolte collettive e laboratori aperti a tutti.

Come funziona la raccolta

Dietro l'iniziativa c'è una possibilità che il Comune di Firenze offre da tempo ai propri cittadini: adottare un'oliveta pubblica. Chi aderisce al progetto comunale "Adotta un'oliveta" può occuparsi, tramite un patto di collaborazione, a titolo gratuito e volontaristico della potatura e manutenzione delle piante di ulivo, della raccolta delle olive e dello smaltimento dei residui. Il meccanismo si basa sul Regolamento dei Beni Comuni, approvato dal Comune di Firenze con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 54 del 30/10/2017, che disciplina la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura degli spazi condivisi. L'unico vincolo riguarda l'uso dell'olio: l'olio ricavato dalla raccolta non potrà essere destinato a finalità commerciali, se non per l'esclusivo fine di autofinanziare eventuali attività sociali ed al recupero di eventuali spese sostenute.

Le olivete coinvolte e la frangitura

Le aree interessate si trovano soprattutto nei quartieri Gavinana, Rovezzano, Careggi e Castello, dove il Collettivo AJO-OJO organizza ciclopasseggiate per far conoscere ai fiorentini il patrimonio olivicolo urbano, spesso poco noto a chi vive in città. Durante le giornate di raccolta collettiva, le cassette di olive vengono poi portate al Frantoio Il Mandorlo di Firenze, dove i partecipanti possono assistere alla frangitura e all'imbottigliamento, oltre a degustare l'olio appena spremuto.

Il progetto, promosso insieme a Ricciorto e ad altre realtà del territorio, si ripete stagionalmente tra ottobre e dicembre, con eventi gratuiti su prenotazione rivolti a un pubblico adulto. Per chi volesse invece prendersi cura in autonomia di un'oliveta pubblica, la domanda si presenta al Comune di Firenze seguendo le indicazioni del progetto "Adotta un'oliveta", pubblicate sul sito dell'amministrazione comunale.

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