Chef e locali · Suvereto

Suvereto saluta Alfonsina Poli, per decenni ai fornelli della Trattoria Martini

Morta a 90 anni la cuoca che con il marito Divo ha reso nota a Suvereto la Trattoria Martini e i suoi tortelli fatti a mano.

Suvereto, palazzo comunale
Foto d'archivio · Foto sailko / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Alfonsina Poli è morta a 90 anni tra il 21 e il 22 ottobre all'ospedale di Piombino
  • Con il marito Divo Martini gestiva la Trattoria Martini in via Dante Alighieri 6 a Suvereto
  • Il locale era noto per tortelli fatti a mano, pappardelle e cinghiale con le olive
  • I funerali si sono svolti il 23 ottobre a Suvereto

SUVERETO. Tortelli fatti a mano, pappardelle al ragù, cinghiale con le olive: per decenni a Suvereto questi piatti hanno avuto un nome e un volto, quello di Alfonsina Poli. La cuoca è morta a 90 anni, tra la notte di mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, all'ospedale di Piombino dove era ricoverata dopo un peggioramento delle condizioni di salute.

Insieme al marito Divo Martini, Alfonsina aveva gestito per una vita la Trattoria Martini, in via Dante Alighieri 6, a pochi passi dalla chiesa di San Giusto. Un indirizzo diventato punto di riferimento non solo per gli abitanti del borgo ma anche per chi visitava la Val di Cornia, in un'epoca precedente al turismo enogastronomico e alle guide di settore. Secondo quanto si legge nelle pagine dedicate al locale, la Trattoria Martini è portata avanti dalla stessa famiglia da oltre 60 anni, un segno della continuità che ha segnato la ristorazione del paese.

La cucina di Alfonsina era fatta di ricette familiari, pasta fresca lavorata a mano e un legame stretto con i prodotti della campagna circostante. Accanto ai tortelli, uno dei simboli della tavola maremmana, il menu proponeva pappardelle e piatti di selvaggina, in particolare il cinghiale con le olive, specialità che a Suvereto appartiene da generazioni alla tradizione locale, tanto da essere al centro della sagra del paese.

A ricordarla è stata la vice sindaca di Suvereto, Caterina Magnani, che ha sottolineato come «ha dedicato la sua vita alla cucina, rimanendo ai fornelli fino a quando le forze glielo hanno permesso». Nel messaggio di cordoglio la vice sindaca ha aggiunto che con lei «le tradizioni culinarie di Suvereto perdono un punto di riferimento straordinario», definendo la trattoria «una vera e propria casa» dove ogni ospite veniva accolto con calore, dalla cucina a vista fino alla pasta fresca preparata ogni fine settimana.

La storia di Alfonsina si intreccia con quella di tante cuoche che hanno lavorato una vita lontano dai riflettori, contribuendo però in modo decisivo alla reputazione gastronomica dei loro paesi, in anni in cui la cucina tradizionale non era ancora al centro della promozione turistica della Toscana.

I funerali si sono svolti questa mattina, venerdì 23 ottobre, a Suvereto.

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