Valeria Piccini premiata al Senato: la cucina contadina di Caino sale a Roma
La chef del due stelle Michelin Caino di Montemerano ha ricevuto a Roma il Premio Luxury Food per la sua cucina contadina maremmana.

- Caino ha aperto nel 1971 come bar di paese ed è bistellato dal 1999
A Montemerano c'è una cucina che da oltre cinquant'anni parla di contadini, di orti e di niente da buttare via. Ed è proprio da lì, dall'infanzia in una famiglia di campagna, che è partito il discorso di Valeria Piccini quando il 22 ottobre ha ritirato a Roma, nella sede del Senato della Repubblica, il Premio Luxury Food. La chef del ristorante Caino, due stelle Michelin, era tra i protagonisti della cerimonia a cui ha partecipato anche il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.
Un premio nato quest'anno
Non è un riconoscimento che si ripete da anni: il Premio Luxury Food 2026 è stato assegnato il 22 ottobre nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica a 32 chef italiani e internazionali. L'iniziativa, patrocinata da Senato e Ministero delle Imprese, è stata ideata dalla giornalista Annalisa Cavaleri, con il supporto del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, con l'obiettivo di raccontare un'idea di lusso in cucina legata a identità, territorio e sostenibilità, più che al prezzo. Tra gli altri premiati della stessa giornata anche Alessandro Borghese, per la sua idea di "lusso della semplicità".
Alla cucina di Piccini è andata una motivazione precisa: il Comitato scientifico l'ha premiata «per aver elevato la cucina contadina maremmana ai vertici della gastronomia internazionale, conservandone i sapori autentici e l'intensità», definendola «una grande protagonista della ristorazione italiana, che ha fatto della famiglia, della generosità e del rispetto della terra i valori di una vita».
Mezzo secolo di storia a Montemerano
Caino non è un locale nato ieri: aprì come bar di paese della famiglia Menichetti nel 1971, conquistò la prima stella Michelin nel 1991 e la seconda nel 1998, mantenendole senza interruzione da allora. Una storia che Piccini ha raccontato a modo suo nel commento al premio: «Sono cresciuta in una famiglia contadina, dove pane, formaggio e carne si facevano in casa e non si buttava via niente. È lì che ho imparato a riconoscere il valore delle cose e a rispettarle». Il riconoscimento arriva a poco più di un anno dalla nomina a cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, ricevuta il 2 giugno 2025.





