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Montecucco DOC e DOCG: la guida al vino dell'Amiata che in pochi conoscono

Zona di produzione, uve ammesse e differenze con il Morellino: cosa sapere sul Montecucco DOC e sul Montecucco Sangiovese DOCG, tra i sette comuni ai piedi dell'Amiata.

Montecucco DOC e DOCG: la guida al vino dell'Amiata che in pochi conoscono
Foto Cristian Carrara / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il Consorzio Tutela Vini Montecucco ha sede a Poggi del Sasso
  • frazione di Cinigiano
  • dove sorge anche l'omonima tenuta storica che ha dato il nome alla denominazione

Chi cerca un rosso toscano meno noto del Chianti o del Brunello, ma con la stessa spina dorsale di Sangiovese, dovrebbe conoscere il Montecucco. È la denominazione che nasce ai piedi del Monte Amiata, nella parte nord-orientale della provincia di Grosseto, e che oggi comprende due riconoscimenti distinti: la DOC Montecucco e la DOCG Montecucco Sangiovese.

Dove nasce il Montecucco

La zona di produzione delle uve comprende i terreni vocati nei territori all'interno della provincia di Grosseto nei comuni di Cinigiano, Civitella Paganico, Campagnatico, Castel del Piano, Roccalbegna, Arcidosso e Seggiano. Il nome della denominazione non è casuale: si deve alla nascita della DOC e poi DOCG Montecucco a un'omonima fattoria che sorge in una delle colline di Poggi del Sasso, frazione di Cinigiano. Non a caso è qui, in Via Montecucco, che ha sede il Consorzio Tutela Vini Montecucco, come indicato sul sito ufficiale del Consorzio.

DOC e DOCG: le differenze

La DOC Montecucco è la denominazione più ampia, riconosciuta con decreto ministeriale del 30 luglio 1998 per i vini bianchi e rossi del «Montecucco» incentrati, per lo più, sulle uve dei vitigni Sangiovese, Trebbiano toscano e Vermentino. Le tipologie previste vanno oltre il rosso: per il "Montecucco" Rosso e Rosso con menzione riserva è richiesto Sangiovese almeno al 60%, con la possibilità di uve a bacca rossa di altri vitigni idonei alla Toscana fino a un massimo del 40%, con l'esclusione di Malvasia Nera, Malvasia Nera di Brindisi e Aleatico. Per il Rosato servono Sangiovese e Ciliegiolo, da soli o insieme, per almeno il 60%, con lo stesso margine per altre uve rosse toscane. Il Bianco, invece, nasce da Trebbiano Toscano e/o Vermentino al minimo 40%, oppure da Malvasia Bianca e/o Grechetto Bianco e/o Trebbiano Toscano al minimo 70%.

La DOCG Montecucco Sangiovese, arrivata più tardi, è invece dedicata esclusivamente al vitigno principe del territorio: i vini devono essere ottenuti da uve prodotte nella zona di produzione delimitata provenienti da vigneti Sangiovese al minimo 90%. Le regole sono più severe anche sui tempi: il vino non può essere immesso al consumo prima del 1° aprile del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve, con un periodo di invecchiamento obbligatorio minimo di dodici mesi in contenitori di legno. Per tutte le tipologie DOCG, inoltre, le uve devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12,00% vol.

Non solo Morellino

Il Montecucco condivide con il più celebre Morellino di Scansano la centralità del Sangiovese e la provincia di Grosseto, ma si distingue per la collocazione geografica: mentre il Morellino nasce nella Maremma più vicina alla costa, il Consorzio del Montecucco nasce ai confini nord-est della provincia di Grosseto, verso il Monte Amiata, in una zona altamente vocata alla produzione del Sangiovese. È un territorio di mezza collina e montagna, con altitudini e suoli diversi da quelli della fascia costiera, che danno al vino un profilo più fresco e verticale.

Cantine da visitare

Il territorio del Montecucco si estende su un'area vasta e collinare, e le cantine sono sparse tra i sette comuni della denominazione. Tra le realtà visitabili nella zona di Cinigiano e della frazione Poggi del Sasso c'è la Cantina di Collemassari, una winery dal design contemporaneo situata nel comune di Cinigiano, in Toscana. Sempre a Poggi del Sasso si trova la Tenuta di Montecucco, l'azienda che ha dato il nome alla denominazione, mentre nei dintorni di Cinigiano diverse famiglie storiche del territorio, come Salustri, portano avanti una viticoltura di lunga data legata anche alla produzione di olio.

Per orari, prezzi delle degustazioni e disponibilità è sempre bene contattare direttamente le singole cantine o consultare il sito del Consorzio Tutela Vini Montecucco (consorziomontecucco.it), che raccoglie l'elenco aggiornato dei soci e delle iniziative sul territorio, comprese le manifestazioni legate alla vendemmia che si tengono ogni anno nei comuni della denominazione.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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