Sagre d'autunno in Toscana: castagne, funghi porcini e vino novello
Da ottobre a dicembre l'Amiata, il Mugello e la Maremma si riempiono di sagre: castagna, fungo porcino, vino novello e cinghiale in umido.

- Ottobre è il mese clou: castagna sull'Amiata (Arcidosso, Cinigiano, Piancastagnaio) e fungo porcino (Vivo d'Orcia, Santa Fiora, San Miniato)
- Novembre porta il vino novello abbinato a castagne e olio nuovo, e apre la stagione delle sagre del cinghiale
- Le date cambiano ogni anno: sempre da verificare sui siti di pro loco e comuni prima di partire
- Molte feste durano più fine settimana consecutivi, spesso con cantine aperte e degustazioni
L'autunno è, per chi ama mangiare fuori in Toscana, la stagione con più sagre di tutte: nei weekend tra ottobre e dicembre i borghi dell'Amiata, del Mugello e della Maremma aprono cantine e stand gastronomici per celebrare i prodotti del bosco e della vendemmia. Castagne, funghi porcini, vino novello e cinghiale in umido sono i quattro grandi protagonisti di un calendario che si ripete, con date diverse, di anno in anno.
Perché l'autunno è la stagione delle sagre
Il motivo è semplice: è il periodo della raccolta. Le castagne maturano tra fine settembre e novembre, i porcini spuntano nei boschi con le prime piogge autunnali, il vino nuovo si "assaggia" da San Martino (11 novembre) in poi, e la stagione di caccia al cinghiale in Toscana parte a novembre, portando la selvaggina nelle cucine delle sagre di paese.
La sagra della castagna sull'Amiata
Il Monte Amiata è il cuore della festa della castagna, protetta dal marchio IGP Castagna del Monte Amiata. Il sapore delle castagne amiatine, nelle varietà Marrone, Bastarda rossa e Cecio, è celebrato durante le molte sagre che animano i borghi tra ottobre e inizio novembre, come il Crastatone di Piancastagnaio, la Festa del Marrone di Santa Fiora e La Castagna in Festa di Arcidosso. Ad Arcidosso, in particolare, nei giorni della festa il borgo medievale apre al pubblico le proprie cantine, dove si susseguono degustazioni, pranzi e cene con i piatti tipici della zona, alcuni a base di castagne, mentre a Cinigiano, nella frazione di Monticello Amiata, il secondo fine settimana di ottobre è dedicato ai prodotti tipici e alle tradizioni montanare, con la possibilità di provare dolci a base di farina di castagne.
Funghi porcini, dall'Amiata al Pisano
Accanto alla castagna, il fungo porcino è il secondo grande protagonista dei boschi autunnali. A Vivo d'Orcia, sul versante senese dell'Amiata, la proposta gastronomica della sagra è incentrata su preparazioni a base di funghi e castagne raccolti nei boschi dell'Amiata, da consumare al ristorante della sagra, con tavoli all'aperto e ambiente coperto e riscaldato. Sagre del fungo si trovano anche fuori Maremma, come a San Miniato in provincia di Pisa, dove il Circolo ARCI La Serra organizza da anni la Sagra del Fungo Porcino, con il fungo protagonista assoluto proposto in tante varianti, tra cui i funghi fritti.
Vino novello, olio nuovo e le sagre del cinghiale
Con novembre l'attenzione si sposta sul bicchiere: tra ottobre e novembre sono protagonisti il tartufo bianco, il vino novello e l'olio nuovo in molte manifestazioni toscane. È anche il periodo in cui aprono le sagre del cinghiale: nelle zone di caccia della Maremma, del Chianti, della Val di Cornia e delle Colline Metallifere coincidono con la stagione venatoria, e il cinghiale viene cucinato in tutti i modi della tradizione - ragù, umido, scottiglia - insieme al vino locale e al pane sciocco toscano. Tra le più note ci sono le sagre di Chianni, Riparbella e Suvereto, in provincia di Pisa e Livorno, che si protraggono spesso su più fine settimana consecutivi tra novembre e i primi giorni di dicembre.
Informazioni pratiche
Le date di queste sagre cambiano ogni anno e spesso vengono confermate solo a ridosso dell'evento. Prima di organizzare una gita fuoriporta conviene sempre controllare il calendario aggiornato sui siti delle pro loco locali, dei Comuni interessati o su Visit Tuscany, verificando orari degli stand gastronomici, eventuale prenotazione dei tavoli e costi dei menù, che variano da sagra a sagra.



