Vino e prodotti · Grosseto

Vermentino in testa: la Maremma Toscana ribalta l'equilibrio tra bianchi e rossi

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana registra il sorpasso dei bianchi: il Vermentino è ora la prima tipologia della denominazione.

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Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • In controtendenza rispetto al calo toscano, la denominazione cresce del 22,3% dal 2019

Chi va per enoteche in Maremma lo nota da qualche stagione: nei calici c'è sempre più bianco. A confermarlo con i numeri è il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, che fotografa un cambiamento profondo nella composizione della sua denominazione, nata nel 2014.

In quell'anno la Doc era fatta per il 69% da rossi e appena il 28% da bianchi. Dieci anni dopo i rossi erano scesi al 54%, mentre i bianchi avevano superato il 40%. Oggi, nel 2026, il sorpasso è compiuto: i bianchi hanno oltrepassato il 43% dell'imbottigliato e una sola varietà, il Vermentino, è diventata la prima tipologia della denominazione.

Una denominazione cresciuta e cambiata

Non è solo una questione di proporzioni interne: tutta la Doc è cresciuta. Quando il Consorzio nacque, nel 2014, la denominazione imbottigliava poco meno di 3,5 milioni di bottiglie; dieci anni dopo aveva superato i 7 milioni, e oggi sfiora i 7,5 milioni di bottiglie, con il Vermentino diventato il leader assoluto. Secondo i dati diffusi dal Consorzio, il Vermentino da solo vale circa il 32% della produzione DOC, con oltre 2,4 milioni di bottiglie, mentre il Ciliegiolo si conferma terza tipologia della denominazione, dopo Vermentino e Rosso, con oltre 530.000 bottiglie.

Il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, in un passaggio ripreso dalla fonte sottolinea come la scommessa sul Vermentino non sia solo un adeguamento ai gusti del momento: «Sul Vermentino la strada è completamente aperta».

Maremma in controtendenza

Il dato si inserisce in un quadro più ampio in cui i consumi mondiali di vino calano e i rossi soffrono più degli altri, al punto che in Francia si procede con estirpazioni di vigneti. La Maremma Toscana, al contrario, va controcorrente anche rispetto alla Toscana stessa: a fronte di un calo del -2,4% dell'imbottigliato toscano nel 2025 secondo i dati AVITO, la Doc Maremma Toscana registra una tenuta con un +0,5%. E il confronto con il periodo pre-pandemia è ancora più netto: +22,3% dal 2019 al 2025, il miglior risultato tra le denominazioni toscane.

Per chi sceglie una bottiglia da abbinare a un piatto di pesce o a un aperitivo in Maremma, i numeri raccontano quindi un territorio che sta spostando il proprio baricentro produttivo verso i bianchi, senza però abbandonare la tradizione dei rossi che ha fatto la storia della zona.

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