Olio DOP Seggiano e olivastra seggianese: la varietà unica dell'Amiata
Cos'è l'olio DOP Seggiano, come nasce dalla cultivar autoctona olivastra seggianese, quali comuni la producono e con quali piatti abbinarlo.

- Prodotto con almeno l'85% di olive olivastra seggianese, cultivar autoctona del versante amiatino
- Zona di produzione in otto comuni della provincia di Grosseto ai piedi del Monte Amiata
- Caratteristiche organolettiche riconoscibili: fruttato fresco, note di carciofo ed erba tagliata, carica amara e piccante
- Consorzio di Tutela nato nel 2002 per valorizzare e certificare il prodotto
Chi frequenta le tavole della Maremma prima o poi incontra una bottiglia con l'etichetta "Seggiano DOP": è l'olio extravergine d'oliva prodotto sul versante grossetano del Monte Amiata, ottenuto quasi esclusivamente da una cultivar che non si trova altrove in questa concentrazione, l'olivastra seggianese.
Una cultivar che nasce con il territorio
Secondo il Consorzio di Tutela Olio Seggiano DOP, l'olivastra seggianese è una specie botanica autoctona diffusa nel territorio prospiciente il Monte Amiata, presente soprattutto nella provincia di Grosseto, ad un'altezza che va dai 200 ai 650 metri e concentrata in particolar modo nella zona tra Castel del Piano, Montenero, Monticello e Seggiano. Le sue olive si riconoscono a colpo d'occhio: si distinguono per la dimensione contenuta e il colore, rossastre-violacee durante la crescita e nere a maturazione. Molte piante sono ultracentenarie: la produzione attuale proviene da olivi ultracentenari, elemento unico nel determinare caratteristiche organolettiche d'eccellenza.
Il Consorzio di Tutela, spiega il sito ufficiale, nasce nel 2002 su spinta di un gruppo di imprenditori amiatini legati alla lavorazione delle olive della cultivar locale, con l'obiettivo di valorizzarne qualità e caratteristiche promuovendo un codice disciplinare condiviso.
Il disciplinare e i comuni della DOP
Il disciplinare di produzione prevede che l'olio sia ottenuto esclusivamente da oliveti costituiti per almeno l'85% da piante di olivastra di Seggiano, con un massimo del 15% di altre varietà. La zona interessata, secondo il disciplinare regionale, comprende i comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Castell'Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano.
Come si riconosce a tavola
Le caratteristiche organolettiche sono descritte in modo puntuale nel disciplinare: colore dal verde con toni gialli al dorato; odore fruttato fresco, pulito, netto di oliva, con note erbacee, in particolare di carciofo, mentre al gusto risulta pulito, netto, con note erbacee che ripercorrono i toni olfattivi, carica amara e piccante. Tra le peculiarità che vanno oltre il palato, il Consorzio segnala anche il profilo nutrizionale: oltre alle caratteristiche organolettiche, il prodotto si distingue per le proprietà nutrizionali dovute all'elevato patrimonio antiossidante.
Gli abbinamenti in cucina
Per il presidente del Consorzio, Oriano Savelli, gli extravergini Seggiano DOP sono buoni non solo a crudo, ma anche in cottura, ideali per condire per esempio i tortelli alla maremmana, oltre alle altre specialità del territorio. In generale il prodotto è indicato come condimento ideale di piatti a base di pasta, verdure, pesce, insalate, e in modo peculiare nella pasticceria. Un produttore locale, La Seggianese, racconta abbinamenti che vanno dal pesce condito a crudo con un filo d'olio a una zuppa di funghi porcini, fino a un gelato al gusto di olivastra.
Dove trovarlo
L'elenco aggiornato di produttori, imbottigliatori e frantoiani iscritti al sistema di controllo della DOP è consultabile sul sito del Consorzio di Tutela Olio Seggiano DOP (consorzioolioseggiano.it), che raccoglie le aziende dei comuni della zona di produzione, da Seggiano ad Arcidosso fino a Grosseto. Per chi cerca il prodotto in negozio, il bollino del Consorzio sull'etichetta è la garanzia di tracciabilità del produttore, delle olive e del frantoio.



