Dove mangiare · Pitigliano

Dove mangiare a Pitigliano: sfratti, cucina ebraico-maremmana e cantine nel tufo

Da lunedì 5 ottobre 2026 la guida di Accomodati Notizie ai ristoranti di Pitigliano: osterie nel tufo, il dolce sfratto e le cantine del Bianco di Pitigliano DOC.

Dove mangiare a Pitigliano: sfratti, cucina ebraico-maremmana e cantine nel tufo
Foto Libens libenter / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Pitigliano è detta la piccola Gerusalemme per la sua storia ebraica e il dolce sfratto, presidio Slow Food
  • Diversi locali del centro storico occupano grotte scavate nel tufo, a pochi passi dal Ghetto Ebraico
  • La Cantina di Pitigliano, nata nel 1954, offre degustazioni del Bianco di Pitigliano DOC in cantine scavate nella roccia
  • Il Consorzio di Tutela Bianco di Pitigliano e Sovana DOC ha sede operativa in paese e raccoglie i produttori del territorio

Pitigliano, arroccata sul suo sperone di tufo tra i calanchi della Maremma, è da sempre chiamata "la piccola Gerusalemme" per la storia della sua comunità ebraica, ancora visibile nel quartiere del Ghetto e nella Sinagoga. Chi arriva qui per mangiare trova due anime che si intrecciano: la cucina maremmana di cinghiale, pasta fresca e chianina, e quella ebraica, custodita soprattutto nei dolci. Ecco una mappa ragionata dei locali del centro storico, aggiornata a lunedì 5 ottobre 2026.

La cucina del ghetto e lo sfratto

Il piatto che racconta meglio la storia di Pitigliano è un dolce, non un piatto salato: lo sfratto. Lo sfratto è un dolce ebraico tradizionale, tipico della Maremma grossetana, in particolare della zona di Pitigliano, a base di noci e miele. Il nome arriva da una vicenda precisa: nel Seicento il Granduca di Toscana Cosimo II de' Medici fece emanare un editto con il quale intimava agli ebrei delle zone di Pitigliano, Sovana e Sorano di lasciare le loro case per trasferirsi nel ghetto di Pitigliano, e un secolo dopo gli ebrei di Pitigliano crearono questo dolce per ricordare l'evento dei messi che, battendo alle porte, con un bastone chiamato appunto "sfratto" intimavano loro di lasciare le case, da cui la sua forma allungata.

Per assaggiarlo nel punto in cui viene ancora prodotto secondo tradizione, il riferimento resta il Forno del Ghetto, nel cuore del quartiere ebraico: chi non ha ancora assaggiato lo sfratto può andare a Pitigliano, al forno del Ghetto, portato avanti dalla famiglia Ladu.

Trattorie e osterie nel tufo del centro storico

A pochi passi dal Ghetto si trova l'Hostaria del Ceccottino, in Piazza San Gregorio VII, 64: situata nel cuore del centro storico di Pitigliano, a pochi passi dal ghetto ebraico, questa trattoria si distingue per il suo ambiente elegante ma informale e tradizionale al tempo stesso.

Più dentro il dedalo di vicoli di tufo, il Tufo Allegro porta la firma dello chef Domenico Pichini: situato nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Ghetto Ebraico, è il tempio della gastronomia pitiglianese reinterpretata con estro contemporaneo, con sale scavate nel tufo che offrono un'atmosfera intima.

Tra le altre indirizzi segnalati nel borgo: Le Bontà di Claudia in via Santa Chiara 11, con cucina casalinga composta da crostini toscani, ravioli al sugo di cinghiale e tagliata di chianina; la Trattoria La Pappalpomodoro in Via Roma 92; il Ristorante Pizzeria Il Noce in Piazza Garibaldi 16/D; e la Trattoria La Chiave del Paradiso in Via Vignoli 209.

Cantine scavate nella roccia

Pitigliano non è solo tavola: è anche vino, e il legame con il tufo si vede proprio nelle cantine. Il Caveau Restaurant, in Via Vignoli, unisce le due cose: è un ristorante nel centro storico di Pitigliano che mette a disposizione degli ospiti una terrazza panoramica e cantine scavate nel tufo.

Per chi vuole andare alla fonte del vino del territorio, la Cantina di Pitigliano (Cantina Cooperativa), fondata nel 1954, organizza visite e degustazioni: fornisce da allora prodotti di qualità tra cui il Bianco di Pitigliano, una delle DOC più antiche d'Italia, con degustazioni di gruppo in una cantina scavata nel tufo. Il Bianco di Pitigliano DOC, nato nel 1966, è prodotto nei comuni di Pitigliano, Sorano, Scansano e Manciano, con il Consorzio di Tutela che ha sede operativa in paese, in via Ugolini.

Informazioni pratiche

Per orari aggiornati, disponibilità e prenotazioni è sempre meglio contattare direttamente i singoli locali o controllare le loro pagine social, visto che possono cambiare a seconda della stagione. Per eventi e degustazioni collettive legate al Bianco di Pitigliano DOC, il riferimento è il Consorzio di Tutela Bianco di Pitigliano e Sovana DOC, con sede operativa in Via Ugolini 83 a Pitigliano.

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