Si può portare il vino al ristorante? Cos'è il diritto di tappo
Portare una propria bottiglia al ristorante si può, ma con educazione: ecco cos'è il diritto di tappo, quanto costa e quando chiederlo.

- Il diritto di tappo (corkage fee) è la somma pagata al ristorante per stappare, servire e lavare i bicchieri di una bottiglia portata da casa
- In Italia il costo medio si aggira tra i 5 e i 10-20 euro a bottiglia, ma può anche essere gratuito o calcolato sul prezzo della bottiglia più economica in carta
- Non esiste una legge che obblighi o vieti la pratica: la decisione spetta sempre al singolo ristoratore
- È buona norma telefonare prima per chiedere disponibilità e costo, e portare bottiglie non presenti in carta o di particolare valore affettivo
Capita a tutti: avere in cantina una bottiglia speciale - magari un'annata legata a un anniversario - e volerla stappare proprio la sera in cui si esce a cena fuori. Si può fare? La risposta è sì, ma esiste una pratica precisa da conoscere, che si chiama diritto di tappo o, all'inglese, corkage fee.
Cos'è il diritto di tappo
Con questo termine si intende la pratica di portare al ristorante una bottiglia di vino acquistata altrove, pagando al ristoratore una somma corrispondente al servizio, alla stappatura, al lavaggio di bicchieri e decanter. In pratica non si paga il vino - che è già proprio - ma il lavoro della sala: chi apre la bottiglia, chi la serve al calice giusto, chi lava i bicchieri usati.
La pratica nasce negli Stati Uniti, dove la sua origine moderna si colloca negli anni Cinquanta e, in seguito, si è diffusa in Canada, Australia e Nuova Zelanda. In Italia è arrivata più tardi e resta meno diffusa: è comparsa anche da noi, dove qualche locale si è convertito a questa pratica, anche se siamo molto lontani dal successo riscontrato nei Paesi anglosassoni.
Quanto costa
Non esiste una tariffa fissa, ma un riferimento indicativo c'è: il cliente paga sul conto finale una tassa sul servizio del vino, sulla stappatura della bottiglia, sul lavaggio del bicchiere e sull'eventuale utilizzo del decanter, e il valore di questa tassa è variabile: in Italia, mediamente siamo attorno ai 5-10 euro per ogni bottiglia, ma c'è chi offre il servizio gratuitamente. Alcune fonti indicano una forbice più ampia, dai 5 ai 20 euro. In certi ristoranti di fascia alta il calcolo cambia: a volte si basa su una percentuale calcolata sul valore del vino che il cliente porta, cosa che spesso avviene nei ristoranti stellati. Una regola non scritta, ma citata da più fonti di settore, è che il costo del servizio corrisponda al prezzo della bottiglia meno cara presente nella carta dei vini.
È sempre possibile chiederlo?
No, e va detto chiaro: consentire o meno la pratica del diritto di tappo è una scelta che spetta al singolo ristoratore; non c'è infatti nessuna legge che lo vieta o che impone di applicarlo. Alcuni locali, soprattutto quelli che hanno investito molto sulla propria carta vini, preferiscono non aderire.
Come comportarsi con educazione
Le regole di galateo raccolte dalle guide di settore sono piuttosto concordi. Prima di tutto, meglio non improvvisare: prima di arrivare al locale il cliente dovrebbe chiedere se è possibile esercitare il diritto di tappo, informandosi anche sulla proposta di vini del ristorante e sulle eventuali tariffe della corkage fee. La telefonata va fatta con anticipo, idealmente al momento della prenotazione: meglio anticipare la richiesta e chiedere quale sia la corkage fee applicata nel locale.
Anche la scelta della bottiglia conta. È buona norma evitare di portare da casa una bottiglia già presente nella carta dei vini dell'insegna, e se possibile puntare su vini di valore affettivo-emozionale e prestigiosi, per esempio legati a una ricorrenza. Non è un caso che si parli spesso di occasioni speciali: condividere con familiari e amici una bottiglia pregiata, magari della propria collezione privata, può essere un ottimo modo per festeggiare una ricorrenza speciale durante una cena al ristorante.
Locali con e senza carta strutturata
La differenza tra un ristorante con una lista vini ampia e curata e uno più semplice si sente anche sul diritto di tappo. Come osservano diverse guide di settore, la tariffa che il ristorante può applicare è solitamente proporzionata al livello di servizio del ristorante stesso: in un locale con sommelier, bicchieri di qualità e cantina curata il costo tende a essere più alto, perché più alto è anche l'investimento che il ristoratore ha fatto sulla propria offerta di vini. In una trattoria con pochi vini in lista, invece, la richiesta viene spesso accolta con più semplicità, magari anche senza alcun costo aggiuntivo.
In ogni caso, la parola d'ordine resta una sola: chiedere prima, con garbo, e lasciare che sia il ristoratore a decidere se e come applicare il servizio.



